Agevolazioni fiscali per chi dona: la legge antispreco anche nel pet food

maria chiara gadda

In pochi ancora conoscono o ignorano le enormi potenzialità della Legge 19 agosto 2016, n. 166 “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”.
Detta anche Legge Gadda, perché fortemente voluta dall’onorevole di Italia Viva Maria Chiara Gadda, è una normativa che ha rivoluzionato il sistema di recupero di cibo e farmaci a fini di solidarietà, consentendo a commercianti e catene di distribuzione di conservare alimenti in buono stato che altrimenti andrebbero buttati via, donandoli invece a organizzazioni che garantiscono un pasto alle persone povere, in cambio di agevolazioni fiscali.

La Legge di Bilancio 2018 ha invece esteso il raggio di azione della Legge con due emendamenti che allargano il paniere di prodotti che si possono donare per finalità sociali, semplificando alcune procedure ed estendendo le agevolazioni fiscali.
Oggi, anche chi è attivo nel settore del pet, può quindi applicare la Legge su quei prodotti non conformi ai requisiti aziendali di vendita, rimanenze di attività promozionali, prossimi al raggiungimento della data di scadenza, rimanenze di prove di immissione in commercio di nuovi prodotti, invenduti a causa di danni provocati da eventi meteorologici, invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione, non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell’imballaggio secondario che non inficiano le idonee condizioni di conservazione.

“E invito le aziende e i negozi a farlo – ha detto da Varese l’onorevole GaddaPenso a tutta la mangimistica che non può più essere venduta per svariate ragioni e che invece può essere di aiuto alle famiglie in difficoltà con animali domestici o alle associazioni che si occupano di loro. Di contro, chi dona , può usufruire di tutti gli sgravi fiscali previsti dalla Legge”.

Si tratta di dedurre tutti i costi ai fini Iva, perché le operazioni sono equiparate a quelle di distruzione dei beni: nessuna imposta sulle merci in uscita, mentre è riconosciuta la detrazione dell’Iva assolta a monte.
Per quanto riguarda le procedure per chi decide di donare, se la cessione è gratuita, considerata nel suo insieme è di valore inferiore a 15 mila euro o si tratta di eccedenze alimentari facilmente deperibili, può essere certificata solo con documento di trasporto o titolo equipollente. Negli altri casi è richiesta invece una comunicazione riepilogativa da inviare per via telematica dal donatore all’amministrazione finanziaria entro il quinto giorno del mese successivo. L’ente beneficiario deve rilasciare la propria dichiarazione attestante l’impegno ad usare i beni in conformità alle finalità istituzionali.

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